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Kanban, Scrum e produttività dello sviluppo software

la lavagna Kanban di 3F Consulting

Oggi non abbiamo un video. Oggi ti racconto una storia.

Siamo alla 3F Consulting, azienda di Firenze che sviluppa soluzioni, applicazioni web e framework java based (Liferay, Wicket, Vaadim), fornendo consulenza su architetture applicative per la Pubblica Amministrazione e le Grandi Imprese.

Quando ci siamo conosciuti avevano una identità aziendale ancora incerta ma avevano intenzione di trovare la loro strada. Era il 2010 e da allora molte cose si sono evolute.

La reingegnerizzazione dei processi, culminata poi con la certificazione ISO 9001, ha portato a comprendere che il problema non era organizzativo, ma di strategia.

Francesco Fondelli, fondatore della 3F ha guidato i soci attraverso una trasformazione di mentalità e di visione che non è stata indolore, ma molto, molto efficace. 

Il lavoro più impegnativo non è stato creare qualcosa in più, ma togliere. Eliminare le business unit non fruttuose, eliminare le piccole commesse alla portata di tutti, eliminare i clienti che non sai mai se e quando pagano. E tutto questo per concentrarsi infine su quello che conta veramente, su quello che oggi distingue 3F nel mercato internazionale, dopo avere vinto diversi contest in ambito Liferay.

Attraverso un cammino di accurata selezione delle tecnologie vincenti/performanti, fatto con coerenza e concretezza, seguendo principi di lealtà verso la clientela e di puntualità negli impegni presi, 3F ha chiuso ogni esercizio in crescita con l’ultimo incremento del giro d’affari del 65%. , cosa ancora più mirabile, ha portato il suo Ebitda dal 7 al 30%. 

Il percorso che stiamo facendo adesso di ulteriore affinamento dei processi e in particolare l’introduzione delle tecniche Scrum per la progettazione e lo sviluppo ha l’obiettivo di migliorare ulteriormente queste prestazioni.

Il kanban

Ma il Kanban è solo una moda o ha degli effetti positivi? 

Il primo effetto, immediato, dell’introduzione della “gestione a vista” è il miglior coordinamento del corpo tecnico. Gli incontri di pianificazione si tengono ogni mattina alle 9:15 per 15 minuti, massimo 20.

Davanti alla lavagna Kanban ogni Project Manager e sviluppatore racconta cosa andrà a fare durante il giorno o i giorni seguenti condividendolo con il resto del team di sviluppo a partire dal primo incontro precontrattuale fino alla delivery completa e alla validazione.

Il principio che guida il gruppo è l’avere il minor numero di progetti possibile nelle lanes DOING e VERIFY e questo sta trasformando degli sviluppatori solitari in giocatori di squadra con effetti tangibili su Focalizzazione, Visione di progetto ed entusiasmo!

I progetti sono suddivisi in “user stories” e caratterizzati da “impediments” “priorità/urgenze” “due dates”, “FTE effort” e questa chiarezza rende più semplici i compiti di tutti.

Conclusione

Rispondendo alla domanda fatta all’inizio del paragrafo precedente, posso tranquillamente affermare che l’approccio “lean” è vincente anche in ambito software, ma ci sono dei presupporti che devono essere messi in evidenza:

Alla base di tutto: la LEADERSHIP. Quando la barra è dritta, qualsiasi strumento ha effetti positivi.

Il Team: il sentirsi parte di un gruppo ti porta ad amplificare l’effetto delle tecniche, proprio per il famoso detto:

“singolarmente siamo forti, ma insieme siamo invincibili. E se il destino è contro di noi, peggio per lui!”

Lucio Insinga, mio caro amico 🙂

L’analisi Organizzativa: non stancatevi mai di migliorare continuativamente i processi alla base dei risultati della vostra impresa. Con umiltà e lavoro a testa bassa: una correzione di millimetri può fare la differenza fra il giorno e la notte anche in termini di redditività.

Ma del resto lo scopo di un ‘impresa non è proprio produrre utili?

Alla prossima, Andrea Aulisi.

Elimina le cause degli errori più frequenti con UNA singola mossa

Hai mai pensato quanto ti costano gli errori durante il lavoro fra tempo, denaro, stress e reputazione?
E pensa che puoi liberartene in maniera molto semplice: seguendo questa procedura in 3 passi, puoi eliminare i problemi ricorrenti con una singola e sola azione. Basta poco sforzo e i risultati sono immediati.

Se sei stanco di assistere sempre ai soliti errori in azienda, di vedere che i tuoi collaboratori fanno sempre i soliti errori anche quando è stato detto già 1000 volte cosa dovrebbero fare e di avere sempre i soliti problemi, ti capisco, è una cosa che capita a tantissimi imprenditori. Ma per fortuna c’è una soluzione. E non è nemmeno così difficile: la strada per risolvere ogni tipo di problema è percorribile con questi 3 passaggi:

Scrivi

Il primo passaggio è registrare i problemi quando si verificano: cioè scrivere su qualsiasi mezzo i problemi che accadono, quando accadono. Basta un qualsiasi qualsiasi formato. dal semplice pezzo di carta a un’applicazione specializzata. L’importante è annotarsi l’evento, descriverlo. Ovviamente il problema poi anche risolto subito, ma lasciamo l’analisi in un secondo momento. Quindi: registrare tutti i problemi, registrarne più che puoi, registrare tutto ciò che fa innervosire, perdere tempo, che crea tensione con i clienti, che fa perdere tempo, che fa perdere denaro.

Analisi

Il secondo passaggio è analizzare i problemi che hai scritto. Se hai registrato tutti i problemi che hai notato o che ti sono stati riferiti in un determinato periodo, adesso passiamo all’analisi. Puoi averli su un foglio di calcolo, o su un database, o su un report qualsiasi. Devi capire che cosa ha causato i problemi più importanti. Affinché non se ne ripetano più. Ma la cosa bella è che non dovrai risolvere TUTTI i problemi e TUTTE le cause, perché sicuramente alcune delle cause saranno comuni a molti problemi. Anzi, probabilmente con una o due azioni risolverai quasi tutti i problemi aziendali. Hai mai sentito parlare del principio di Pareto?

Vilfredo Pareto è stato un Ingegnere ed economista italiano vissuto a cavallo tra l’800 e il 900 che ha scoperto che l’80% dei problemi dipende dal 20% delle cause. Quindi risolvendo una singola causa, non si metterà a posto un solo problema, ma molti problemi e se l’analisi è fatta bene, risolveremo il problema più importante. Faccio un esempio: supponiamo di avere 100 problemi; è possibile e probabile che la maggioranza di questi siano dovuti tutti alla stessa causa, basterà risolvere quella causa comune per risolvere gran parte dei problemi che si verificano.

Una storia vera

Ricordo che in un’azienda di produzione di circuiti stampati, si misurò una abnorme mortalità infantile delle schede di un particolare prodotto. Dall’analisi delle cause si capì che questo problema dipendeva dalla fragilità delle saldature. Applicando il metodo dei “5 perché”, si capì poi che queste dipendevano dalle condizioni climatiche del reparto produttivo. Quindi è stato molto semplice porre un rimedio e azzerare la difettosità principale del prodotto. E la stesso cosa vale nei servizi.

Quello che succede nelle aziende che crescono è esattamente questo meccanismo.

Elimina

Il terzo passaggio riguarda invece le azioni correttive per rimuovere le cause. Queste possono riguardare l’introduzione di una nuova procedura, l’adozione di un software specifico, mettere un controllo su una linea produttiva, istruire una persona, fare formazione a un reparto, ecc. Tutte attività che vanno tarate in funzione della gravità del problema e del tipo di risoluzione che vuoi adottare.

La cosa bella è che puoi ripetere la stessa procedura per un altro problema ricorrente, poi un’altra e poi un’altra ancora fino a quando la tua organizzazione non funzionerà come un orologio!

Conclusioni

Quindi, ricapitolando, ecco le fasi che ti permettono di ottenere processi fluidi e prodotti (o servizi) ben funzionanti:

  1. Scrivi i problemi che vedi
  2. Analizzane le cause
  3. Elimina le cause del problema più ricorrente
  4. Reitera su tutti i problemi